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IDAHOBIT 2020

IDAHOBIT 2020

 

Oggi, 17 maggio, ricorre la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT – International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia).

 

Un po’ di storia

La Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, promossa dal Comitato Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia, viene celebrata ogni anno dal 17 maggio 2004. L’Unione Europea ha ufficalmente istituito tale ricorrenza sul suo territorio nel 2007, in seguito ad alcune dichiarazioni omofobe da parte delle autorità polacche. Dal 2009 la campagna IDAHO viene incentrata sulla transfobia e sugli atti di violenza contro le persone transgender (IDAHOT), solo successivamente nel 2015 viene aggiunta anche la bifobia negli obiettivi della campagna (IDAHOBIT).

 

Perché è importante informarsi e sostenere la campagna?

Questo progetto nasce dall’osservazione dei dati che emergono dal contesto socio- politico mondiale, europeo e soprattutto italiano in cui ci troviamo a vivere, con la volontà di contribuire attivamente alla lotta contro ogni forma di discriminazione. Stando ai dati raccolti nel 2019, l’omosessualità viene considerata reato ancora in 70 stati nel mondo: parliamo del 36% dei paesi riconosciuti dall’ONU. Inoltre, in 11 di questi paesi come, ad esempio, il Sudan, lo Yemen e l’Arabia Saudita è prevista la pena di morte, mentre in altri 5 stati, tra cui Uganda e Zambia, è previsto l’ergastolo.

Sebbene in Europa non sussista più un reato motivato dall’orientamento sessuale, molti Paesi mancano ancora nel riconoscimento di diritti fondamentali. Nel nostro continente troviamo Paesi come Finlandia, Spagna e Regno Unito, che attuano politiche più aperte, avanzate e con maggiori riconoscimenti per la comunità LGBTQ+ e allo stesso tempo attue a punire qualsiasi tipo di discriminazione. D’altro canto, Paesi come l’Italia, la Grecia, la Croazia e la Lituania vengono marchiati come i Paesi meno virtuosi d’Europa per le politiche poco adeguate e l’alto tasso di discriminazione nei confronti della comunità LGBTQ+ in ogni ambito della vita pubblica.

Analizzando poi più da vicino la situazione italiana, sebbene si siano fatti dei deboli passi a livello legislativo, la situazione in termini di discriminazione non è cambiata e può essere definita alquanto drammatica. In Italia, tre persone su quattro si sono dichiarate parte della comunità LGBTQ+ e affermano di essere state vittime di pregiudizi e discriminazione. Tra queste, una persona su quattro è stata vittima di episodi di diverse forme di violenza, con ripercussioni sulla salute fisica e mentale degli individui colpiti. Ricordiamo, inoltre, come spesso si registrino anche casi di suicidio. I dati rivelano che in Italia tre intervistati su quattro, appartenenti alla comunità LGBTQ+, affermano di avere paura di tenersi per mano in pubblico, temendo aggressioni o minacce motivate dall’omo-bi-transfobia.

Questi episodi si verificano quotidianamente in ogni ambito della vita delle persone colpite: infatti, 76 Paesi nel mondo hanno adottato specifiche tutele dei diritti degli individui sul luogo di lavoro, dove le persone non devono in alcun modo subire discriminazioni per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere. Tuttavia, queste misure non sono sufficienti per garantire la sicurezza delle persone.

Occorre, infatti, effettuare, fin dai più piccoli contesti, interventi di sensibilizzazione, informazione ed educazione nell’ambito della salute e dei diritti della comunità LGBTQ+, allo scopo di rendere la popolazione intera più consapevole e attenta, per poter raggiungere traguardi sempre più soddisfacenti in termini di riduzione di violenze, abusi ed ogni forma di discriminazione.

 

L’impegno del SISM

Il SISM, in linea con i propri valori di uguaglianza e non discriminazione, ha adottato nel 2018 il Policy Statement “Salute delle persone della comunità LGBTQ+ e prevenzione degli atti discriminatori, con cui si impegna a promuovere iniziative finalizzate alla prevenzione di atti irrisori e/o lesivi alla dignità della comunità LGBTQ+. Inoltre, chiede alle Università, alle Istituzioni e a tutti gli studenti di non mostrare tolleranza nei confronti di manifestazioni di odio, di discriminazione e di violenza nei confronti delle persone della comunità LGBTQ+. 

 

Per una salute più equa e più giusta, è indispensabile garantire a tutti gli individui l’accesso a cure adeguate, senza alcuna discriminazione. Il diritto alla salute è un diritto inalienabile dell’uomo, come sancito dalla Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e pertanto va difeso e rispettato.

 

Denunciare ogni forma di discriminazione è un dovere, per tutelare la salute di ogni individuo e della collettività. 

Break the silence!